giovedì 7 gennaio 2021

 Beh, sono  sei anni che avevo "abbandonato" questo blog. E' il 2021 e mi sembra giusto riprenderlo. Magari solo postando una cosetta fatta ieri ad olio, un 10x15 con i soli colori primari più il bianco, esercizio sempre utile.


Bellino mi sembra.

martedì 3 ottobre 2017

Per il quarto giorno pubblico qui il mio inkdisegno.
Day 4 - Underwater #inktober #inktober 2017

sabato 6 dicembre 2014


INCIPIT

Colui che bussa con insistenza alla porta di una signora in accappatoio non è la persona che lei sta aspettando.

L'incipit è questo ed introduce almeno tre personaggi.

Cosa sappiamo di loro fino a questo punto? Due sono presenti e di sesso certo, il terzo è assente e di sesso incerto. La donna è quasi sicuramente a casa sua ed aspetta qualcuno che, tuttavia, forse verrà e forse no. Quel che è certo è che non si tratta di chi è alla porta in quel momento.

Possiamo anche dedurre che la persona attesa non sia estranea alla signora che, infatti, si dispone a riceverla in accappatoio. Forse un amante, il marito, un parente, chissà?

Disturba la curiosità del lettore che di questa signora non si sappiano subito dati fondamentali come l'età, l'appartenenza sociale, se sia sposata, se abbia figli, ma si sappia invece che è in accappatoio. Un particolare probabilmente ininfluente per qualsiasi ulteriore sviluppo della narrazione. Ma tant'è, questo ci si vuole mostrare! E in fondo non è poi neanche certo (rileggete bene l'incipit ) che in accappatoio sia la donna e non il signore che bussa.

Nulla trapela, inoltre, dell'animo con cui la signora è in attesa, né di quello con il quale si dispone ad aprire. Sarebbe bastato un aggettivo, un avverbio. Nulla, nessuna indicazione. Ma, del resto, aprirà? E se aprirà, sarà turbata dall'ospite inatteso?

Perché mai poi l'ospite bussa e non suona il campanello? L'ambientazione è forse di altri tempi? O è l'indizio di una certa discrezione dell'uomo nell'evitare il clamore di un campanello? Si dice infatti che bussa insistentemente ma non che non lo faccia sommessamente, con discrezione.

Dall'insistenza, tuttavia, possiamo arguire qualcosa. Può essere inerente al temperamento del personaggio ovvero al motivo e all'urgenza della sua visita e, logicamente, l'una o l'altra possibilità imprimerebbero una ben diversa drammaticità alla storia.

Ma ciò che più ci disturba, forse, ditemi se sbaglio, è la più completa incognita sulla persona che è attesa dalla signora. E’ una spina nel fianco del lettore, una fastidiosa presenza-assenza.

Se solo avessimo un indizio per immaginarlo marito geloso e cruento, bieco usuraio che viene a riscuotere chissà quale laida provvigione, figlia a lungo perduta ed ora ritrovata o principe azzurro atteso per una vita. Come potremmo pregustare tutto il racconto! Macché, quel che sappiamo di lui, o di lei, è il nulla più assoluto ed irritante.

Ognuno dei tre personaggi potrebbe essere il protagonista assoluto della storia se solo lo volesse un quarto personaggio, di cui sappiamo ancora meno di tutti gli altri anzi, a rigore, potrebbe addirittura non esistere. Lo scrittore. Lo scrittore del racconto introdotto dall'incipit.

Del resto al di fuori e al di sopra di tutti questi personaggi ce n'è un quinto, l'unico ineluttabile. E' chi scrive queste poche righe in questo momento (già passato per chi le legge, se mai qualcuno le leggerà) e che, francamente, ha definito nella sua testa incostante soltanto l'incipit di un racconto che probabilmente non verrà mai scritto, sicché quell'incipit non è altro che l'inizio di questo stesso racconto che termina in questo istante.

sabato 15 novembre 2014

Chissà se poi, loro o i loro figli, avranno letto David Irving?
 


giovedì 13 novembre 2014

Non so la mela ma un disegno al giorno non leva affatto il medico di torno! :-)


martedì 11 novembre 2014