INCIPIT
Colui che bussa con
insistenza alla porta di una signora in accappatoio non è la persona che lei
sta aspettando.
L'incipit è questo ed
introduce almeno tre personaggi.
Cosa sappiamo di loro
fino a questo punto? Due sono presenti e di sesso certo, il terzo è assente e
di sesso incerto. La donna è quasi sicuramente a casa sua ed aspetta qualcuno
che, tuttavia, forse verrà e forse no. Quel che è certo è che non si tratta di
chi è alla porta in quel momento.
Possiamo anche
dedurre che la persona attesa non sia estranea alla signora che, infatti, si
dispone a riceverla in accappatoio. Forse un amante, il marito, un parente,
chissà?
Disturba la curiosità
del lettore che di questa signora non si sappiano subito dati fondamentali come
l'età, l'appartenenza sociale, se sia sposata, se abbia figli, ma si sappia
invece che è in accappatoio. Un particolare probabilmente ininfluente per
qualsiasi ulteriore sviluppo della narrazione. Ma tant'è, questo ci si vuole
mostrare! E in fondo non è poi neanche certo (rileggete bene l'incipit ) che in
accappatoio sia la donna e non il signore che bussa.
Nulla trapela,
inoltre, dell'animo con cui la signora è in attesa, né di quello con il quale
si dispone ad aprire. Sarebbe bastato un aggettivo, un avverbio. Nulla, nessuna
indicazione. Ma, del resto, aprirà? E se aprirà, sarà turbata dall'ospite
inatteso?
Perché mai poi
l'ospite bussa e non suona il campanello? L'ambientazione è forse di altri
tempi? O è l'indizio di una certa discrezione dell'uomo nell'evitare il clamore
di un campanello? Si dice infatti che bussa insistentemente ma non che non lo
faccia sommessamente, con discrezione.
Dall'insistenza,
tuttavia, possiamo arguire qualcosa. Può essere inerente al temperamento del
personaggio ovvero al motivo e all'urgenza della sua visita e, logicamente,
l'una o l'altra possibilità imprimerebbero una ben diversa drammaticità alla
storia.
Ma ciò che più ci
disturba, forse, ditemi se sbaglio, è la più completa incognita sulla persona che
è attesa dalla signora. E’ una spina nel fianco del lettore, una fastidiosa
presenza-assenza.
Se solo avessimo un
indizio per immaginarlo marito geloso e cruento, bieco usuraio che viene a
riscuotere chissà quale laida provvigione, figlia a lungo perduta ed ora
ritrovata o principe azzurro atteso per una vita. Come potremmo pregustare
tutto il racconto! Macché, quel che sappiamo di lui, o di lei, è il nulla più
assoluto ed irritante.
Ognuno dei tre
personaggi potrebbe essere il protagonista assoluto della storia se solo lo
volesse un quarto personaggio, di cui sappiamo ancora meno di tutti gli altri
anzi, a rigore, potrebbe addirittura non esistere. Lo scrittore. Lo scrittore
del racconto introdotto dall'incipit.
Del resto al di fuori
e al di sopra di tutti questi personaggi ce n'è un quinto, l'unico ineluttabile.
E' chi scrive queste poche righe in questo momento (già passato per chi le
legge, se mai qualcuno le leggerà) e che, francamente, ha definito nella sua
testa incostante soltanto l'incipit di un racconto che probabilmente non verrà
mai scritto, sicché quell'incipit non è altro che l'inizio di questo stesso
racconto che termina in questo istante.